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Monete d'oro romane sotto l'ex Teatro Cressoni di Como, il Soprintendente: "Scoperta unica dal valore inestimabile"

Conservate in un'anfora: 27 monete già datate al V secolo d.c. ma potrebbero esserci anche monili e lingotti

Le monete ritrovate sotto l'ex Teatro Cressoni di Como

Un tesoro dal valore inestimabile, quasi un unicum per il numero dei pezzi e il loro stato di conservazione: si vanno delineando i contorni dell'eccezionale scoperta fatta a Como mercoledì 5 settembre 2018 nell'area del cantiere dell'ex Teatro Cressoni di via Diaz, in pieno centro storico a Como. 
Un'anfora piena di monete d'oro di epoca romana, forse contenente anche monili, lingotti o altro.

Lo conferma l'architetto Luca Rinaldi, Soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio Lombardia Occidentale Province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese, presso il cui laboratorio di restauro sono stati trasportati i reperti.

"Non si può parlare di un valore preciso - spiega Rinaldi- perchè non sono un bene commerciabile, ma sicuramente si tratta di un ritrovamento eccezionale e quindi di valore inestimabile".

Ancora da quantificare anche l'esatto contenuto dell'anfora: "Il contenitore è grosso e presentava un foro da cui si vedeva il contenuto - chiarisce il Soprintendente- si tratta di monete d'oro impilate una sull'altra. Ne abbiamo estratto un primo nucleo, costituito da 27 monete che sono già state analizzate, ma non possiamo semplicemente rovesciare il contenuto o rompere l'anfora - spiega -, va fatto un esame archeologico stratigrafico, una per una, per capire cosa c'è dentro e se tutto appartiene alla stessa epoca. Il pezzo più recente data tutto il resto". Un lavoro certosino, quello che attende la Soprintendenza, per capire quali e quanti pezzi ci sono, a chi appartenevano e perchè sono finite in via Diaz. Tra le ipotesi si pensa che potessero essere legate a qualche personaggio comasco o a qualche istituzione cittadina.

Le monete analizzate risalgono al V secolo d.c., età tardo imperiale: "Il fatto che rende il ritrovamente eccezionale e dal valore inestimabile - spiega ancora Rinaldi - è la quantità di monete ritrovate, praticamente un'intera collezione come non se ne sono mai trovate nell'Italia Settentrionale, il fatto che siano d'oro e l'eccellente stato di conservazione. A volte le monete si trovano tutte legate insieme, queste invece sono separate le une dalle altre, è come aprire un borsellino". Uno stato di conservazione talmente buono che anche la datazione dovrebbe essere abbastanza veloce.

Non è escluso che con il proseguire dei lavori di riqualificazione dell'ex cinema/teatro, dove si stanno costruendo appartamenti e box, possano essere fatti nuovi ritrovamenti. I lavori per il momento vanno avanti senza intoppi sotto la supervisione degli archeologi, come peraltro avveniva già prima del ritrovamento, spiegano dal cantiere, come è prassi negli scavi in zone sensibili.

Dove finirà, una volta studiato e analizzato, questo tesoro?
"Sicuramente verrà esposto in un museo -ipotizza infine Rinaldi- e potrebbe diventare un'attrazione , magari anche a Como".

Nella serata di venerdì la scoperta è stata annunciata anche in un post ufficiale pubblicato sulla pagina facebook del Mibac, il Ministero dei Beni Culturali.

"Centinaia di monete d’oro della tarda epoca imperiale, custodite in un recipiente in pietra ollare di forma inedita, che non trova al momento confronti: è questa la straordinaria scoperta avvenuta in pieno centro a #Como, durante gli scavi archeologici effettuati all’interno del cantiere di ristrutturazione dell’ex #TeatroCressoni. “Non conosciamo ancora nei dettagli il significato storico e culturale del ritrovamento – ha detto il ministro Alberto Bonisoli - ma quell’area sta dimostrando di essere un vero e proprio tesoro per la nostra #archeologia. Una scoperta che mi riempie di orgoglio”

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