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Pipì di cane in centro storico, ristoratori e negozianti esasperati: ecco il repellente a ultrasuoni

Situazione fuori controllo. In alcune città multe e obbligo di lavare l'urina del proprio cane. E a Como?

L'amore per gli animali non c'entra, assicurano gli esercenti del centro storico di Como. La colpa è della maleducazione dei loro padroni che forse ignorano, o fingono di ignorare, quali disagi possono arrecare a negozianti e ristoratori certe cattive abitudini. Come quella di permettere al proprio cane di fare la pipì su muri, vetrine e vasi nelle strade del centro storico piene di negozi.
A sentire gli esercenti si tratta di una vera e propria piaga che ha assunto proporzioni ingestibili. E' un continuo: i muri sono imbrattati da urina di cane, poco importa se l'angolo in questione o la parete in questione è a una spanna dall'ingresso di un ristorante o di un negozio. Nessun padrone sembra avere cura di evitare che il proprio amato animale esplichi il suoi bisogni liquidi sui portoni o sui muri a ridosso degli esercizi commerciali. 

A nulla valgono cartelli con tanto di divieto che invitano a non far fare la pipì ai cani. Ed ecco che ogni mattina, ma anche nel corso della giornata, negozianti e ristoratori devono lavare i mueri dalla urina dei cani portati a spasso da padroni distratti o, peggio ancora, maleducati e menefreghisti.

Qualcuno, esasperato dalla situazione letteralmente fuori controllo, ha pensato di prendere provvedimenti fai da te. Si tratta di  un repellente elettronico a ultrasuoni. La titolare del ristorante giura che da quando lo ha installato nella sua fioriera all'ingresso "la situazione è nettamente migliorata", mentre prima certe volte c'era da chiudersi gli occhi passando davanti al locale, o addirittura le narici.

Se da una parte la buona usanza di raccogliere con il sacchetto gli escrementi del prprio cane è ormai diventata prassi adottata quasi da tutti i bravi padroni, più complicato può risultare rimuovere la pipì. Eppure in alcune città dove il fenomeno ha raggiunto proporzioni inaccettabili come a Como le amministrazioni hanno preso provvedimenti. A Vigevano 160 euro per chi non lava la pipì del suo cane, a Savona fino a 500 euro.  A Genova come a Volterra i padroni devono portarsi dietro una bottiglietta d'acqua per lavare il muro dove l'animale orina. Quando anche l'amministrazione comunale di Como si deciderà ad affrontare il problema che tanto indispettisce i commercianti?

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